
Ci sono momenti in cui è difficile vedere il buono nell'altro,
momenti in cui la coppia scoppia sul figlio.
Ci sono momenti in cui marito e moglie decidono di litigare.
Si separano.
Perdendo il cappello da coniuge, ma loro vogliono continuare a litigare
allora si ricordano di essere genitori,
vanno dall'avvocato
portano il figlio
e parlano
e sparlano, soprattutto sparlano.
Allora, io sto dalla parte del figlio.
Mi chiudo in camera con lui,
solo con lui,
e parlo,
e prometto segretezza
e ......accade che mi dica
"mi ha fatto proprio piacere parlare con te. Sono proprio contento di essere venuto"
allora trovo nuova linfa per andare avanti.
Confermo:
io sto dalla parte dei figli!!!!!
Progettato ai tempi della massima sicurezza, è' un palazzo freddo: un enorme rotolo di cartone ondulato, grigio cemento, con finestroni alti.
Passa solo la luce, niente altro, nessuna figura umana.
Neanche nel cortile pare esserci vita, nonostante il prato, nonostante le piante di ginepro.
Tutt'intorno la grande cancellata ferma lì a trattenere quelle rare emozioni che resistono al cemento, al marmo, alla toga.
Già a vederlo quel gran palazzo si intuisce che non c'è spazio per lacrime o emozioni.
Cemento fuori e granito dentro, tutto resterà chiuso lì, consacrato nei libroni che ancora resistono sugli antichi scranni. E non parlo di riservatezza, ma di dolore, del dolore di chi aspetta che un giudice decida le sorti della sua vita, o di quelli dei suoi figli.
E in quelle aule il dolore resta sepolto tra le carte e in fondo al cuore.
Non sempre però.
Era triste la signora, era struggente lo spettacolo di lei che guardava nel vuoto, guardava scorrere la sua vita, i suoi sogni, ma c'era tanta dignità, tanta umanità, tanto da ricordare a chiunque passasse di là che anche quel mercoledì c'era stata udienza presidenziale di comparizione coniugi.
E' suonata presto la sveglia stamattina.
Dovevo lavorare.
Mi piace lavorare alle prime ore del giorno:
quando è ancora buio,
quando ci sono solo i miei pensieri a far rumore.
Ho sparso le carte, ho acceso il pc,
ho cominciato a scrivere,
assorta nei miei pensieri, nel silenzio assoluto.
Ad un certo punto,
in sottofondo c'era un rumore ripetitivo, piccolo, piccolo.
Un rumore metallico, come di molle sollecitate,
ricordava quello ziu-ziu che facevano le reti senza doghe di legno,
sorrido.
Al piano di sopra c'è solo una veranda pressocchè vuota,
al piano di sotto c'è la camera da letto di due sessantenni,
sono loro?
"però, non lo facevo così vitale il signor G."
il rumore continuava ed io pensavo
"e quanta resistenza....",
dopo, molto dopo è arrivato
inconfondibile il segnale di fine corsa:
la strizzata finale della centrifuga.

Mercoledì scorso, nove di sera, mi avvio verso casa e penso al menù per la cena. Sotto casa c'è un cambio di programma: una puntatina al Pronto Soccorso. Il ginocchio di mio figlio deve essere visto, quanto meno radiografato. Restiamo fino a mezzanotte: nessuna frattura. Giovedì mattina l'ortopedico ospedaliero diagnostica: nessun travaso di liquidi, “non puoi stendere la gamba perchè sei teso, rilassati e tutto passa”. (!!!!!) Meglio che lo veda il medico di famiglia (bravo, come quelli di un tempo). Qualche ora dopo lo vede e.... c'è del liquido, sospetta problemi al menisco. Occorre una tac (da fare urgentemente e quindi privatamente). Domenica pomeriggio un medico amico pensa che non ci sia nulla di rotto. Lunedì pomeriggio i risultati della TAC: rottura del menisco mediale e sospetto interessamento dei legamenti. Martedì pomeriggio visita dall'ortopedico bravo. Bilancio della settimana: mercoledì non ho preparato la cena, a casa occorre un vigile per dirigere il traffico; quanto ingombrano queste carrozzelle! Sky trasmette tanto sport, troppo! Le esercitazioni con la chitarra sono un po' monotone, la medicina è mooooooolto opinabile: è rotto, non è rotto, c'è liquido, non c'è, Una settimana diversa, così per rompere (ANCHE) la monotonia.
Anche oggi un corso di aggiornamento: mattina e pomeriggio.
"Un uomo ama una donna così tanto da chiederle di sposarlo: di cambiare il suo nome, di lasciare il suo lavoro, di avere ed allevare dei bambini, di essere a casa quando lui ritorna, di trasferirsi dove lui ha il lavoro. Veramente difficile immaginare che cosa mai le chiederebbe se non l'amasse". (Gabrielle Burton)
Buon week-end a tutti.
Son salita sullo scanner ed ho preso a scender le scale togliendomi un indumento alla volta, piano piano, con calma, lasciando che vecchi odori e colori mi avvolgessero; tra foto al magnesio e kodak istantanee, ho rivisto persone e situazioni.
Ho raggiunto consapevolezze nuove.
Bello lavorare con Picasa.